Modifiche e aggiornamenti alla Legge regionale sulla raccolta funghi
Più spazio ai micologi privati, semplificazione e aggiornamenti alla legge vigente

“Una legge che funziona si migliora, ascoltando il territorio e risolvendo le criticità emerse nella fase applicativa”. Queste le dichiarazioni del consigliere segretario del Consiglio regionale Marco Ausili (Fratelli d’Italia) e del vicepresidente del Consiglio regionale, Giacomo Rossi (Civici Marche) , primi firmatari delle modifiche alla legge regionale n. 18/2022 sulla raccolta e commercializzazione dei funghi epigei spontanei, una pdl che presto inizierà l’iter nella Commissione apposita. “Con questa proposta interveniamo in modo puntuale su una normativa già importante, introducendo correttivi concreti che vanno nella direzione della semplificazione amministrativa, dell’efficienza e della valorizzazione delle professionalità”.Tra le principali novità, la gestione delle risorse derivanti dalla tassa di concessione. “È previsto un meccanismo più snello che passa attraverso le Unioni montane come soggetto intermedio per il trasferimento ai Comuni. In questo modo si supera una procedura complessa e spesso inefficace, garantendo un utilizzo più rapido ed efficiente dei fondi per attività legate alla raccolta e alla valorizzazione del patrimonio micologico, in particolare nelle aree interne”.
Altro punto centrale è la carenza di micologi. “Oggi – sottolinea il consigliere segretario Marco Ausili – le AST registrano una disponibilità limitata, con difficoltà nell’organizzazione delle sessioni di esame. Per questo introduciamo la possibilità di coinvolgere micologi privati, a titolo gratuito, nelle commissioni, così da aumentare le sedute e formare più operatori qualificati. Inoltre, si consente, in particolare per la ristorazione, di stipulare convenzioni con micologi privati iscritti all’albo per la certificazione sanitaria dei funghi, ampliando i controlli e rafforzando le garanzie per i consumatori, senza oneri per il servizio sanitario regionale”.
Le modifiche intervengono infine su aspetti tecnici emersi nei primi anni di applicazione. “Un intervento – concludono Rossi e Ausili – a costo zero, che sostiene i territori, tutela la salute pubblica e valorizza una risorsa economica e culturale fondamentale”.